Sansepolcro, adagiato nella verde pianura dell’Alta Valle del Tevere all’incrocio tra Toscana, Umbria, Marche e Romagna, è una delle capitali artistiche e culturali più raffinate del Rinascimento italiano.
La sua leggendaria fondazione risale al X secolo, quando due pellegrini, Arcano ed Egidio, di ritorno dalla Terra Santa con reliquie del Santo Sepolcro di Gerusalemme, edificarono qui un oratorio attorno al quale si sviluppò un fiorente borgo fortificato e mercantile.
La caratteristica più nobile del borgo è la sua armonia geometrica rinascimentale: racchiuso da una maestosa cinta muraria medicea con bastioni progettati da Giuliano da Sangallo, il centro storico si articola lungo la centrale Via XX Settembre e Piazza Torre di Berta tra palazzi signorili in pietra, torri medievali superstiti e la solenne Cattedrale di San Giovanni Evangelista, custode del venerato Volto Santo in legno policromo del IX secolo.
Una curiosità celebre nel mondo: Sansepolcro è la patria del maestro della prospettiva Piero della Francesca.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, la città fu salvata dai bombardamenti alleati grazie all’ufficiale britannico Tony Clarke: ricordandosi di un saggio dello scrittore Aldous Huxley che definiva la Resurrezione di Piero «il dipinto più bello del mondo», il capitano decise di disobbedire agli ordini e fermò il fuoco d’artiglieria, preservando intatto il capolavoro affrescato nel Museo Civico.
Oltre all’eccellenza artistica e alla tradizione secolare del Palio della Balestra (disputato in costume storico contro i rivali di Gubbio fin dal Quattrocento), Sansepolcro è rinomato per l’eredità gastronomica della pasta toscana, i tartufi e i funghi porcini dei vicini boschi dell’Alpe della Luna, e la lavorazione del tabacco Kentucky destinato ai celebri sigari toscani.






























































