Lucchio è uno dei borghi più arditi e vertiginosi della Toscana, aggrappato quasi per miracolo a una ripida parete calcarea nella Val di Lima, all’interno del comune di Bagni di Lucca.
Visto dal fondovalle, il paese appare letteralmente fuso con la roccia viva, con le case in pietra disposte a gradoni sovrapposti che sembrano sfidare le leggi di gravità.
L’origine dell’insediamento risale all’XI secolo con la costruzione dell’imprendibile rocca sommitale, voluta dalla Repubblica di Lucca come sentinella strategica al confine con i territori pistoiesi e fiorentini.
L’accesso al borgo è unicamente pedonale: le vie sono ripide scalinate acciottolate e viottoli angusti che passano sotto volte in pietra, dove le auto non possono circolare e l’unico mezzo di trasporto per carichi pesanti è stato a lungo il mulo.
Una celebre battuta popolare toscana testimonia l’incredibile pendenza delle sue strade: si dice infatti che a Lucchio perfino le galline debbano indossare il paracadute per evitare di ruzzolare a valle mentre beccano.
Sulla cima più aspra del promontorio sopravvivono i ruderi della Rocca di Lucchio, raggiungibili con un ripido sentiero panoramico scavato nel sasso; da lassù la vista domina a trecentosessanta gradi tutta la gola del Lima e le foreste dell’Appennino tosco-emiliano.
Oggi quasi spopolato e avvolto da un silenzio assoluto, questo nido d’aquila toscano regala un tuffo suggestivo in un medioevo aspro e intatto, dove la mano dell’uomo si è modellata con tenacia sulla pietra della montagna.






























































