Buonconvento è uno dei borghi murati meglio conservati di tutta la Toscana, situato nel punto in cui il fiume Arbia incontra il torrente Ombrone, lungo il tracciato storico della Via Francigena. Il suo stesso nome esprime l’anima del luogo: deriva dal latino Bonus Conventus, ovvero “felice comunità”, a testimonianza dell’ospitalità che da sempre offriva ai viandanti e ai pellegrini in viaggio verso Roma.
Il borgo visse la sua epoca d’oro nel Trecento, quando la Repubblica di Siena decise di fortificarlo possentemente con una cinta muraria in mattoni rossi, trasformandolo in un centro amministrativo e commerciale strategico per la val d’Arbia.
Due curiosità imperdibili:
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La fine misteriosa di un Imperatore: Buonconvento è legato a un grande mistero della storia medievale. Il 24 agosto 1313, l’Imperatore del Sacro Romano Impero, Enrico VII di Lussemburgo (il celebre “alto Arrigo” lodato da Dante nella Divina Commedia), morì improvvisamente proprio qui, nel pieno della sua campagna militare in Italia. All’epoca si sparse la voce che fosse stato avvelenato da un frate domenicano durante la comunione con un’ostia all’arsenico, anche se gli storici moderni attribuiscono la morte alla malaria.
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Le porte del tempo e lo stile Liberty: Passeggiando lungo la via principale, l’antica Via Soccini, ti accorgerai che il borgo si è sviluppato “al chiuso”: fino all’Ottocento si poteva entrare solo attraverso due grandi porte fortificate (Porta Senese e Porta Romana). Ma la vera particolarità architettonica è che, accanto al severo mattone medievale, Buonconvento nasconde splendidi elementi di architettura Liberty, frutto del mecenatismo della famiglia Soccini agli inizi del Novecento, un contrasto stilistico davvero insolito per la zona.






























































