Il Fagiolo di Sorana IGP è una perla della botanica e della gastronomia toscana, un legume minuscolo e delicatissimo che i grandi estimatori definiscono “setoso” per la sua buccia quasi inesistente che si scioglie al palato.
Le sue origini sono legate alla frazione di Sorana, nel comune di Pescia (Pistoia), all’interno di un territorio chiamato “Svizzera Pesciatina”. Furono i contadini locali, nel corso dei secoli, a selezionare questo seme e a coltivarlo lungo i pochi ettari di terreno pianeggiante che costeggiano il torrente Pescia di Pontito. Il segreto storico della sua unicità sta proprio nella terra: un suolo sabbioso, privo di calcare, continuamente bagnato da acque purissime di sorgente. Nel 2002 ha ottenuto la prestigiosa certificazione IGP.
La particolarità del Fagiolo di Sorana risiede nelle sue caratteristiche fisiche e in un metodo di cottura che è una vera e propria arte.
La buccia invisibile: La sua caratteristica principale è la buccia sottilissima, quasi impercettibile dopo la cottura. Questo lo rende non solo straordinariamente gradevole in bocca, ma anche digeribilissimo rispetto a qualsiasi altro fagiolo. Ne esistono due varietà: il bianco (perlato e schiacciato) e il rosso (più piccolo e striato).
La cottura “al fiasco”: Il metodo tradizionale per cucinarlo richiede l’uso del “fiasco”, una bottiglia di vetro da vino priva di paglia. I fagioli vengono inseriti nel fiasco con acqua pura, un filo d’olio toscano, uno spicchio d’aglio e una foglia di salvia, e lasciati cuocere lentamente per ore sulla cenere calda del camino.
Il condimento perfetto: Il Fagiolo di Sorana non vuole sughi elaborati che ne coprirebbero la delicatezza. Si mangia rigorosamente “all’olio”: scolato tiepido dall’acqua di cottura, servito con una macinata di pepe nero fresco e una generosa dose di Olio Extravergine d’Oliva Toscano IGP.












































