Gianna Manzini

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Nata a Siena nel 1904, Gianna Manzini è stata una delle scrittrici più raffinate, originali e ingiustamente dimenticate del Novecento italiano. Cresciuta in una famiglia colta ma segnata dalle persecuzioni politiche del padre anarchico, si trasferì a Firenze per studiare lettere prima di stabilirsi definitivamente a Roma. Lì si inserì nei circoli letterari più importanti dell’epoca, diventando amica di Montale, Gadda e Ungaretti.

La sua scrittura si distingue per uno stile unico e d’avanguardia, caratterizzato da una prosa lirica, densa, quasi musicale, che esplora la psicologia dei personaggi attraverso la memoria e i sensi. Scrittrice della natura, degli animali e dei legami familiari, la Manzini ha saputo descrivere il mondo invisibile delle emozioni con una precisione chirurgica. Tra i suoi capolavori spiccano “Lettera all’editore” e il romanzo autobiografico “Ritratto in piedi”, del 1971, con cui vinse il Premio Campiello e in cui rievoca con straordinaria forza la figura del padre.

La sua toscanità si esprimeva in una cura maniacale per la parola e per la purezza della lingua, lontana da ogni retorica facile. Scomparsa a Roma nel 1974, la sua opera rimane un pilastro della letteratura italiana, un esempio di modernità e indipendenza intellettuale femminile.