Gino Bartali

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Nato a Ponte a Ema (Firenze) nel 1914, Gino Bartali – soprannominato “Ginettaccio” per il suo carattere burbero e spigoloso – è stato uno dei più grandi campioni della storia del ciclismo mondiale e, soprattutto, un eroe silenzioso dell’umanità.

Campione immenso, fu il grande rivale di Fausto Coppi in un’Italia divisa e appassionata. Bartali ha vinto tre Giri d’Italia e due Tour de France. Il suo trionfo in Francia nel 1948 rimase leggendario: con le sue imprese sulle montagne, l’Italia dimenticò la tensione sociale seguita all’attentato a Palmiro Togliatti, sventando il rischio di una guerra civile.

Ma la sua vittoria più grande è rimasta segreta per decenni. Durante la seconda guerra mondiale, con la scusa degli allenamenti, Bartali fece parte di una rete clandestina di salvataggio: trasportò all’interno dei tubi della sua bicicletta i documenti falsi che salvarono oltre ottocento ebrei dalla deportazione. Cattolico fervente, non si vantò mai di questo, ripetendo che “il bene si fa, ma non si dice”.

Scomparso a Firenze nel 2000, è stato dichiarato “Giusto tra le nazioni” nel 2013. Bartali ha incarnato una toscanità autentica, ironica e generosa, dimostrando che un vero campione si vede soprattutto quando scende dalla bicicletta.