Nato a Fucecchio (Firenze) nel 1909, Indro Montanelli è stato il più grande, autorevole e controverso giornalista italiano del Novecento. Laureato in Giurisprudenza e Scienze Politiche, visse una vita avventurosa come corrispondente di guerra, testimone dei più grandi eventi del secolo scorso, dalla guerra d’Etiopia alla rivoluzione d’Ungheria del 1956.
Storica firma del Corriere della Sera, nel 1974 fondò Il Giornale, che diresse per vent’anni con uno stile inconfondibile, diventando il punto di riferimento del pensiero laico e conservatore italiano. Fu anche uno straordinario divulgatore storico grazie alla sua monumentale “Storia d’Italia”, scritta con un linguaggio accessibile, ironico e privo di retorica accademica. Gambizzato dalle Brigate Rosse nel 1977, Montanelli affrontò l’attentato con lo stesso distacco e coraggio che lo contraddistinguevano. Scomparso a Milano nel 2001, ha incarnato la toscanità più pura: anarchico, anticonformista, allergico al potere e dotato di una penna affilata come un rasoio.




















































