Nato a Firenze nel 1965, Massimo Ceccherini incarna il lato più anarchico, imprevedibile e surreale della comicità toscana: una maschera istrionica capace di oscillare tra la farsa grottesca e una disarmante autenticità popolare.
Figlio di un imbianchino e cresciuto calcando i palchi del cabaret e della televisione regionale toscana con il programma di culto Aria Fresca, ha conquistato il grande pubblico grazie a una gestualità scatenata, a una mimica tagliente e a un’ironia verace, priva di qualunque filtro o ipocrisia.
Il trionfo nazionale arriva negli anni Novanta attraverso il sodalizio artistico e fraterno con Leonardo Pieraccioni: con capolavori del botteghino come I laureati, Il ciclone (in cui interpreta l’indimenticabile Libero alle prese con le ballerine di flamenco) e Fuochi d’artificio, Ceccherini diventa la spalla comica per eccellenza della commedia italiana.
La sua irresistibile verve lo porta presto anche dietro la macchina da presa come regista e protagonista di pellicole cult sfrontate e irriverenti, tra cui Lucignolo e Faccia di picche.
La collaborazione con il regista Matteo Garrone lo ha consacrato nel cinema d’autore: prima come indimenticabile interprete della Volpe nel Pinocchio del 2019, poi come co-sceneggiatore del pluripremiato capolavoro Io capitano (candidato all’Oscar come miglior film internazionale). Una carriera poliedrica che ha dimostrato come, dietro l’apparente follia del comico di strada, si celi una profonda sensibilità d’autore e un profondo narratore dell’animo umano.




















































