Amedeo Modigliani

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Nato a Castagneto Carducci (Livorno) nel 1906 come Giuseppe Emanuele Modigliani, ma universalmente noto come “Modì”, è stato uno dei pittori e scultori più iconici e tragici del Novecento. Cresciuto a Livorno in una colta famiglia ebraica, assimilò l’arte dei Macchiaioli e dei maestri del Trecento toscano prima di trasferirsi nel 1906 a Parigi, nel cuore pulsante di Montmartre e Montparnasse, dove divenne l’archetipo dell’artista maledetto.

Il suo stile, assolutamente inconfondibile, nacque dalla fusione tra lo studio dell’arte primitiva africana e la purezza lineare del Rinascimento italiano. I suoi celebri ritratti e nudi femminili sono caratterizzati da colli lunghissimi, volti affusolati come maschere di pietra e occhi spesso privi di pupille, specchio di un’indagine interiore che cercava l’anima del soggetto piuttosto che la sua somiglianza reale. “Quando conoscerò la tua anima, dipingerò i tuoi occhi”, era solito dire.

Logorato dalla tubercolosi, dalla povertà estrema e dall’abuso di alcol e droghe con cui tentava di lenire il dolore fisico, Modigliani morì a Parigi nel 1920 a soli 35 anni. La sua morte fu seguita dal tragico suicidio della compagna e musa Jeanne Hébuterne, consacrando per sempre il mito romantico e struggente del suo genio incompreso in vita.