Bistecca alla Fiorentina

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La Bistecca alla Fiorentina è il monumento indiscusso della cucina toscana, un rito carnivoro che celebra la purezza della materia prima e una precisione geometrica nel taglio. Questo capolavoro anatomico si ricava dalla lombata di vitellone di razza Chianina, riconoscibile dal caratteristico osso a forma di “T” che separa il filetto dal controfiletto.

La sua identità si fonda su regole non scritte ma tassative. Il taglio deve essere altissimo, tradizionalmente di tre o quattro dita, arrivando a pesare facilmente tra il chilo e il chilo e mezzo. Prima di incontrare il fuoco, la carne esige una frollatura prolungata e deve sostare diverse ore a temperatura ambiente, un passaggio fondamentale per garantire la morbidezza delle fibre ed evitare shock termici sulla griglia.

La cottura è un atto di pura devozione alla brace viva, alimentata rigorosamente con legna di quercia o leccio. La bistecca viene adagiata sulla griglia altissima senza alcun condimento, sigillando la superficie in pochi minuti per effetto della reazione di Maillard, così da imprigionare i succhi all’interno. Viene girata una sola volta, per poi essere lasciata cuocere “in piedi” sul suo osso, affinché il calore si propaghi verso il cuore senza cuocerlo.

Il risultato finale deve mostrare una crosta brunita e croccante all’esterno, mentre l’interno deve rimanere rigorosamente al sangue, caldo ma succoso e dal colore rosso vivo. Solo al momento del servizio, la Fiorentina viene tagliata a fette spesse e rifinita semplicemente con un pizzico di sale grosso, una macinata di pepe nero e un filo di olio extravergine d’oliva toscano a crudo.