Il Palio della Vittoria di Anghiari è una delle rievocazioni storiche più antiche, selvagge e uniche di tutta la Toscana. Non si tratta della classica giostra medievale a cavallo o di una sfilata in costume, ma di una vera e propria corsa a piedi che rievoca un evento che ha cambiato la storia d’Italia.
La manifestazione si tiene ogni anno il 29 giugno, giorno esatto in cui, nel 1441, si consumò la celebre Battaglia di Anghiari. In quell’occasione, l’esercito fiorentino e i suoi alleati sconfissero le truppe milanesi guidate da Niccolò Piccinino, blindando i confini della Toscana rinascimentale. Un momento storico talmente cruciale che i Medici incaricarono persino Leonardo da Vinci di immortalarlo in un immenso affresco (andato perduto) a Palazzo Vecchio a Firenze.
La gara odierna, ripristinata in epoca moderna, è una delle competizioni più dure e spettacolari che si possano vedere:
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Il percorso: Gli atleti corrono per circa un chilometro e mezzo in forte pendenza, partendo dalla Cappella della Vittoria (nella pianura dove si svolse lo scontro) per risalire la celebre e ripidissima “Croce”, il lungo stradone rettilineo che taglia in due il borgo, fino al traguardo di Piazza Baldaccio.
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Il regolamento: È una “battaglia sportiva” d’altri tempi. Durante la corsa ai podisti — che gareggiano in rappresentanza dei rispettivi Comuni toscani e umbri — è concesso quasi tutto: spinte, trattenute, ostruzioni e veri e propri placcaggi da rugby per favorire i compagni di squadra e bloccare gli avversari.
Al calare del sole, annunciata dallo sparo della bombarda e accompagnata da un sontuoso corteo storico rinascimentale, la corsa si consuma in pochi minuti di pura adrenalina, fatica e agonismo d’altri tempi. Il borgo medievale di Anghiari, per l’occasione, si trasforma in un catino di tifo medievale, regalando un’esperienza intensa e indimenticabile.


























































