La Spada nella Roccia di San Galgano è uno dei reperti medievali più enigmatici d’Europa, custodito all’interno della suggestiva Rotonda di Montesiepi, nel territorio di Chiusdino.
Il cavaliere Galgano Guidotti, stanco di una giovinezza votata alle armi e alla dissolutezza, decise nel Natale del 1180 di ritirarsi a vita eremitica sulla sommità del colle.
Come gesto estremo di conversione e rinuncia alla violenza, il giovane conficcò con forza la propria spada da guerra nella pietra viva, trasformando l’elsa metallica in una croce di preghiera.
A lungo considerata una semplice leggenda o un falso posteriore, l’arma è stata sottoposta a moderne analisi scientifiche e metallurgiche che ne hanno certificato l’autenticità, datando la lama in ferro proprio al pieno XII secolo.
Tra le curiosità storiche spicca il legame con il ciclo arturiano: la spada toscana precede infatti di diversi decenni i primi poemi scritti francesi sul mito di re Artù ed Excalibur, alimentando il fascino che la leggenda bretone possa essere nata proprio qui.
Una testimonianza inquietante conservata nella cappella laterale mostra le mummie di due braccia umane: la leggenda vuole che appartenessero a un malintenzionato che tentò di estrarre e spezzare la sacra spada, finendo sbranato all’istante da lupi selvaggi.
Entrare nella penombra circolare di Montesiepi e osservare la lama conficcata nel sasso regala un’emozione potente, sospesa tra devozione mistica, storia cavalleresca e mito universale.









































