Forte Filippo, arroccato sulla sommità di un ripido colle a strapiombo sulla baia di Porto Ercole nel promontorio del Monte Argentario in provincia di Grosseto, è uno dei complessi bastionati costieri più imponenti e scenografici d’Italia, capace di catapultare istantaneamente chiunque lo visiti nell’epoca delle grandi strategie militari del Cinquecento.
La sua fondazione, avvenuta nel 1558 per volere del re di Spagna Filippo II e progettata dall’architetto Giovanni Camerini, rispondeva all’esigenza di trasformare l’Argentario nel perno inespugnabile dello Stato dei Presidi, un territorio strategico sotto la Corona spagnola nato per controllare i traffici navali del mar Tirreno e respingere gli attacchi delle flotte nemiche e dei corsari barbareschi.
La monumentale struttura difensiva a pianta quadrangolare è circondata da un vertiginoso fossato scavato direttamente nella roccia viva ed è difesa da quattro possenti bastioni angolari asimmetrici (tra cui il celebre Bastione di Santa Maria).
L’accesso al forte, protetto da un ponte levatoio, conduce a una suggestiva piazza d’armi centrale attorno alla quale si articolano le caserme della guarnigione, le cisterne d’acqua sotterranee, la cappella e una rete di camminamenti di ronda affacciati su vertiginosi strapiombi marini.
Una delle curiosità storiche e architettoniche più affascinanti è la sua perfetta integrazione balistica a fuoco incrociato: Forte Filippo fu progettato per lavorare in stretta sinergia con la vicina Rocca Spagnola e con il sovrastante Forte Stella.
La posizione e la gittata dei suoi cannoni consentivano di creare una vera e propria barriera di fuoco impenetrabile su tutta l’imboccatura del porto vecchio e sul braccio di mare antistante, rendendo Porto Ercole una delle rade più protette del Mediterraneo.
Oggi Forte Filippo, pur essendo in gran parte residenza privata accuratamente restaurata, rappresenta un punto di riferimento iconico del paesaggio dell’Argentario.
Dalle sue mura perimetrali lo sguardo abbraccia un panorama straordinario che spazia dalla Laguna di Orbetello e dal tombolo della Feniglia fino alle scogliere selvagge e all’orizzonte aperto delle isole di Giannutri e del Giglio.












































