Abbazia di Vallombrosa – (FI)

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L’Abbazia di Vallombrosa, imponente complesso monastico situato a circa mille metri di altitudine nel comune di Reggello, è il cuore pulsante di una delle riserve forestali più importanti d’Italia, un luogo dove la spiritualità benedettina si fonde da secoli con una natura solenne e incontaminata.

La sua fondazione risale all’anno 1036 per mano di Giovanni Gualberto, un nobile fiorentino che, dopo aver perdonato l’assassino di suo fratello nel giorno del Venerdì Santo, decise di abbandonare la vita mondana; ritiratosi in questa fitta e isolata selva allora chiamata “Acquabona”, diede vita insieme ad alcuni compagni alla Congregazione Vallombrosana, una branca dell’ordine benedettino caratterizzata da una rigida austerità e dal rifiuto del lavoro manuale per i monaci, demandato interamente ai conversi.
 
Nel corso dei secoli l’abbazia crebbe in potere e dimensioni, subendo saccheggi e ricostruzioni, fino ad assumere l’attuale e monumentale aspetto seicentesco, simile a una fortezza arricchita da un grande campanile e da un cortile quadrangolare.
 
Una delle curiosità storiche più rilevanti è il profondo legame tra i monaci e la foresta circostante: furono proprio i religiosi, attraverso la pratica della silvicoltura, a piantare e curare nei secoli le immense abetaie che circondano il monastero, un lavoro così straordinario che nel 1951 Papa Pio XII proclamò San Giovanni Gualberto patrono dei Forestali d’Italia.
 
Inoltre, la foresta ospita l’Anello dei Giganti, un sentiero che conduce ai due abeti Douglas considerati tra gli alberi più alti del Paese, che superano i sessanta metri d’altezza.
 
La bellezza mistica e isolata di Vallombrosa ha esercitato un enorme fascino su letterati di tutto il mondo, venendo celebrata da Ludovico Ariosto nell’Orlando Furioso e dal poeta inglese John Milton nel suo Paradiso Perduto, oltre ad aver ospitato lo scienziato Galileo Galilei che qui compì i suoi primi studi giovanili.
 
Oggi il complesso, oltre a rimanere un centro monastico attivo dove si celebrano suggestivi canti liturgici, accoglie i visitatori con la sua antica farmacia che vende liquori ed erbe officinali prodotti secondo le ricette tradizionali dei monaci.
 
 

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