Abbazia di Sant’Antimo – (SI)

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L’Abbazia di Sant’Antimo, immersa tra i vigneti, gli ulivi e i cipressi di Montalcino, è una delle testimonianze più insigni del romanico in Toscana, celebre per la sua straordinaria armonia architettonica e la profonda atmosfera mistica che la circonda.

La leggenda attribuisce la sua fondazione nientemeno che a Carlo Magno, il quale, di ritorno da Roma nell’VIII secolo lungo la Via Francigena, si fermò nella valle a causa di una violenta epidemia di peste: l’imperatore fece un voto e, una volta cessato il contagio, ordinò la costruzione della prima cappella.
 
Al di là del mito, l’esistenza del monastero benedettino è storicamente accertata dall’anno 814, mentre la maestosa struttura attuale, influenzata dallo stile romanico transalpino e lombardo, fu edificata a partire dal 1118, segnando l’epoca di massima ricchezza del complesso.
 
Una delle peculiarità più affascinanti risiede nei materiali usati per la costruzione: la chiesa è interamente edificata in travertino e onice-alabastro locale. Questa combinazione fa sì che l’edificio, a seconda della luce del sole e delle ore del giorno, cambi sfumatura e sembri quasi risplendere dall’interno, donando alle colonne un effetto di suggestiva semitrasparenza.
 
L’interno è suddiviso in tre navate, spiccano i capitelli finemente scolpiti, tra cui il celebre “Daniele nella fossa dei leoni”, attribuito al Maestro di Cabestany. Oltre alla bellezza visiva, l’abbazia è celebre per i canti gregoriani che i monaci intonano tuttora durante le funzioni e per aver fatto da sfondo ad alcune scene del film “Fratello sole, sorella luna” di Franco Zeffirelli.

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