Costiera di Calafuria – (LI)

La Costiera di Calafuria, situata subito a sud della città di Livorno, lungo il tratto di litorale noto come “Il Romito”, è uno degli angoli costieri più spettacolari e selvaggi della Toscana, caratterizzato da scogliere d’arenaria rossa che si tuffano a picco nel mare blu profondo.

Questo tratto di costa deve il suo nome ai forti venti e alle mareggiate che spesso “furiose” si abbattono sulla riva (“Cala Furia”). La scogliera è dominata dall’imponente Torre di Calafuria, una fortificazione di avvistamento di origine cinquecentesca che faceva parte del complesso sistema difensivo voluto dai Medici per proteggere il territorio dalle incursioni dei pirati barbareschi; subito sotto la torre, il monumentale ponte della via Aurelia, un capolavoro ingegneristico, scavalca la gola rocciosa creando uno degli scorci visivi più celebri del litorale.
 
Una delle più importanti curiosità cinematografiche e storiche è che la costiera di Calafuria e il Romito sono stati lo scenario del tragico e memorabile finale del film capolavoro del cinema italiano “Il Sorpasso” (1962) di Dino Risi, dove la Lancia Aurelia guidata da Vittorio Gassman vola giù dalla scogliera.
 
Sotto il profilo naturalistico e biologico, i fondali di Calafuria sono un paradiso protetto di importanza internazionale: a pochissima distanza dalla riva, la roccia sprofonda nel blu ospitando una straordinaria prateria di Posidonia oceanica e colonie di corallo rosso, una rarità biologica così vicino alla costa che attira subacquei e ricercatori da tutto il mondo.
 
Oggi Calafuria è una meta amatissima sia dai livornesi che dai turisti in cerca di un mare limpido e incontaminato, lontano dalle spiagge di sabbia tradizionali. Le sue lisce “gonde” (le caratteristiche piattaforme di roccia levigate dal mare e dal vento) diventano d’estate dei solarium naturali per gli amanti della tintarella, mentre le sue cale riparate e i sentieri selvaggi che scendono dal soprastante parco delle Colline Livornesi offrono un’esperienza di mare selvaggio, arricchita da tramonti infuocati che tingono di rosso la pietra e l’orizzonte verso le isole dell’arcipelago.