Il Carmignano DOCG è la gemma nascosta del Granducato di Toscana, un vino rosso regale, fiero e longevo. Questa denominazione protegge una delle aree vinicole più piccole d’Italia, abbarbicata sulle splendide colline del Montalbano, in provincia di Prato.
Le sue origini formali sono leggendarie: il Carmignano è stato consacrato nel celebre bando del 1716 dal Granduca Cosimo III de’ Medici, che ne delimitò i confini considerandolo uno dei quattro vini più pregiati di tutta la Toscana (insieme a Chianti, Pomino e Val d’Arno di Sopra). Ma la vera magia del Carmignano risiede nel suo legame con Caterina de’ Medici, regina di Francia. Nel Cinquecento, fu proprio lei a importare dalla Francia e a far piantare a Carmignano le prime barbatelle di Cabernet, un vitigno che i viticoltori locali iniziarono a chiamare semplicemente “Uva Francesca”. Quando nel resto della Toscana l’uso di vitigni internazionali era ancora severamente vietato dai disciplinari tradizionali, a Carmignano si produceva già un vino moderno e visionario.
A differenza del Chianti Classico o del Brunello, il Carmignano si distingue proprio per questa storica e obbligatoria fusione tra l’anima autoctona del Sangiovese e l’eleganza aristocratica del Cabernet.
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Il blend storico obbligatorio: Per disciplinare, il Carmignano deve essere composto per almeno il 50% da Sangiovese. La sua unicità sta però nella presenza obbligatoria (dal 10% fino al 20%) del Cabernet Sauvignon e/o Cabernet Franc (l’antica Uva Francesca). Possono concorrere anche Canaiolo Nero e altri vitigni locali.
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Il microclima del Montalbano: I vigneti godono di una posizione geografica miracolosa. Le colline sono protette dalle correnti fredde dell’Appennino, ma beneficiano di un’ottima ventilazione e di terreni ricchi di scisti argillosi (il galestro) e arenarie, che conferiscono al vino una sapidità minerale e una struttura tannica finissima.
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La pazienza dell’affinamento: Il Carmignano richiede un periodo di invecchiamento minimo di 2 anni a partire dal primo gennaio successivo alla vendemmia, di cui almeno 8 mesi trascorsi obbligatoriamente in botti di rovere o di castagno. Per la versione Riserva, il tempo totale di attesa sale a 3 anni, con almeno 12 mesi di passaggio in legno.
Grazie al suo perfetto equilibrio tra la spiccata acidità del Sangiovese e i tannini vellutati e balsamici del Cabernet, il Carmignano si sposa idealmente con la cucina ricca della tradizione toscana e con piatti strutturati. Carni rosse e grigliate: Bistecca alla fiorentina, peposo dell’Impruneta, pecorino toscano dop.






















