Bolgheri DOC

by

Il Bolgheri DOC è il grande ribelle dell’enologia toscana, un vino moderno, sontuoso e aristocratico che ha scardinato le regole secolari della regione per dare vita al fenomeno planetario dei Super Tuscan. È il re di una costa illuminata dal sole, dove la macchia mediterranea si tuffa nel Mar Tirreno lungo il leggendario viale dei cipressi celebrato da Giosuè Carducci.

Le sue origini sono avvolte in un’atmosfera di audacia e nobiltà. Fino alla metà del Novecento, la zona di Bolgheri (in provincia di Livorno) era considerata inadatta ai grandi vini rossi, storicamente dominati dal Sangiovese. La storia cambiò per sempre nel 1944, quando il Marchese Mario Incisa della Rocchetta piantò nella sua tenuta di San Guido alcune barbatelle di Cabernet Sauvignon.

Notando una straordinaria somiglianza tra i terreni sassosi di Bolgheri e quelli di Bordeaux (la patria dei vini più famosi al mondo), il Marchese decise di sfidare lo scetticismo generale. Da quell’esperimento nacque il Sassicaia, un vino inizialmente destinato solo al consumo familiare e diventato poi un mito mondiale. Nel 1994, per regolamentare questo successo travolgente, nacque ufficialmente la DOC Bolgheri per i vini rossi.

A differenza di quasi tutte le altre grandi denominazioni toscane, il Bolgheri DOC si distingue per il totale rifiuto del Sangiovese come protagonista, abbracciando invece i vitigni internazionali di origine bordolese.

 

  • Il “Taglio Bordolese” toscano: I vini rossi del Bolgheri DOC sono composti principalmente da un assemblaggio (o in purezza) di Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot, ai quali possono unirsi percentuali minori di Syrah o Petit Verdot. Il terreno di Bolgheri, ricco di argilla, sabbia e ciottoli calcarei (i sassi che danno il nome a Sassicaia), unito al riverbero della luce del mare che si riflette sulle vigne, crea un microclima perfetto per la maturazione di queste uve.

  • Le tipologie e l’affinamento: La denominazione si divide principalmente in Bolgheri Rosso (più immediato, ricco di frutto ed eleganza) e Bolgheri Rosso Superiore (la punta di diamante). Il Superiore deve provenire dalle vigne migliori e richiede un affinamento obbligatorio di almeno 2 anni, di cui almeno 12 mesi trascorsi all’interno di piccole botti di legno (le barrique di rovere francese), che donano al vino morbidezza e complessità.

  • Il profilo sensoriale e la tavola: Nel calice il Bolgheri DOC si presenta con un colore rosso rubino cupo, impenetrabile e concentrato. Al naso è un’esplosione di profumi monumentali: ribes nero, mora, spezie dolci, vaniglia, tabacco, cacao e una nota balsamica ed eucaliptina che richiama i boschi della costa. Al palato è caldo, avvolgente, con tannini setosi e una struttura immensa. A tavola esige la grande cucina di terra: è superbo con il filetto di Chianina, con il cinghiale in umido, con il capriolo o con grandi formaggi stravecchi.