Francesco Petrarca

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Nato ad Arezzo nel 1304 da una famiglia di esuli fiorentini, Francesco Petrarca è, insieme a Dante e Boccaccio, una delle “Tre Corone” della lingua italiana e il vero padre dell’Umanesimo. A causa delle vicissitudini politiche del padre, passò l’infanzia in esilio viaggiando tra la Toscana, l’Umbria e la Provenza, ad Avignone, sviluppando un’anima cosmopolita ma mantenendo sempre un legame profondo con le sue origini ideali e culturali toscane.

Il suo capolavoro assoluto è il Canzoniere (titolo originale Rerum vulgarium fragmenta), una raccolta di oltre trecento liriche dedicate quasi interamente a Laura, la donna amata e idealizzata, incontrata ad Avignone il Venerdì Santo del 1327. Con quest’opera, Petrarca ha elevato la lingua volgare a vette di straordinaria eleganza, musicalità e perfezione formale, fissando i canoni della poesia d’amore per i secoli a venire in tutta Europa.

Filologo appassionato, riscopritore di testi classici latini dimenticati e instancabile viaggiatore, Petrarca fu il primo intellettuale moderno, tormentato dal conflitto interiore tra le passioni terrene, come la gloria letteraria e l’amore per Laura, e l’aspirazione a una vita spirituale pura. Incoronato poeta in Campidoglio a Roma nel 1341, ha incarnato il genio letterario toscano nella sua forma più colta, filosofica e universale.