Giovanni da Verrazzano

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Nato a Greve in Chianti (Firenze) intorno al 1485 nel castello di famiglia, Giovanni da Verrazzano è stato uno dei più grandi navigatori ed esploratori dell’era delle grandi scoperte, l’uomo che per primo ha mappato la costa atlantica degli attuali Stati Uniti e del Canada, scoprendo la baia dove oggi sorge New York.

Cresciuto a Firenze in pieno Rinascimento, si trasferì a Dieppe, in Francia, entrando al servizio del re Francesco I. Nel 1524, al comando della nave La Dauphine, Verrazzano intraprese la sua spedizione più celebre con l’obiettivo di trovare un passaggio marittimo verso il Catai e l’Asia. Durante questo viaggio esplorò le coste della Carolina del Nord, risalì verso nord e, il 17 aprile 1524, entrò nella baia di New York, che battezzò Nouvelle-Angoulême. Fu il primo europeo a descrivere il porto di New York e il fiume Hudson, precedendo l’inglese Henry Hudson di ben 85 anni. Proseguì poi l’esplorazione fino a Terranova prima di rientrare in Europa.

Nel 1528, durante la sua terza spedizione nelle Americhe, la sua vita si concluse tragicamente: sbarcato su un’isola dei Caraibi (probabilmente della Guadalupa), fu catturato e ucciso da una tribù di indigeni cannibali sotto gli occhi impotenti del fratello Girolamo, rimasto a bordo della nave.

Oggi il suo nome è immortale nel mondo anglosassone, celebrato dallo spettacolare Verrazzano-Narrows Bridge, il ponte che unisce Brooklyn a Staten Island all’ingresso del porto di New York. Verrazzano ha incarnato lo spirito toscano dell’avventura intellettuale: un uomo che, armato di bussola e rigore scientifico, ha allargato i confini del mondo allora conosciuto.