Verrocchio

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Nato a Firenze intorno al 1435, Andrea di Michele di Francesco di Cione – detto il Verrocchio – è stato uno dei massimi maestri del primo Rinascimento e il titolare della più formidabile e versatile bottega d’arte della storia fiorentina.

Orafo, scultore, pittore e geniale disegnatore, crebbe sotto l’influenza di Donatello e si affermò rapidamente come l’artista prediletto di Cosimo e Lorenzo il Magnifico de’ Medici, dominando la scena artistica della città grazie a una straordinaria padronanza tecnica e a un rigore geometrico ed espressivo senza pari.

La sua bottega fiorentina fu un vero e proprio laboratorio multidisciplinare e la più grande fucina di talenti del Quattrocento: sotto la sua guida rigorosa si formarono giganti assoluti come Leonardo da Vinci, Sandro Botticelli, Pietro Perugino e Domenico Ghirlandaio.

Nella celebre pala del Battesimo di Cristo, la tradizione vasariana racconta che il giovane Leonardo dipinse l’angelo a sinistra con una grazia e una morbidezza d’impasto tali da spingere il maestro a non toccare mai più i pennelli, per dedicarsi anima e corpo alla grandiosità della scultura in marmo e in bronzo.

Tra i suoi massimi capolavori spiccano l’elegante David in bronzo (oggi al Bargello), il gruppo dell’Incredulità di San Tommaso a Orsanmichele e il titanico Monumento equestre a Bartolomeo Colleoni a Venezia, opera rivoluzionaria per dinamismo, fierezza anatomica e potenza plastica.

Il Verrocchio ha inoltre realizzato l’elemento più alto, visibile e spettacolare dell’intero Duomo di Santa Maria del Fiore a Firenze: la gigantesca Palla di rame dorato con la croce, posta sulla cuspide della lanterna della cupola del Brunelleschi a oltre 110 metri d’altezza.

Morto a Venezia nel 1488 prima di vedere fuso il suo condottiero, il Verrocchio ha lasciato in eredità le basi dell’arte rinascimentale matura, unendo la perizia artigianale toscana alla scintilla del genio universale.