La Riserva Naturale Diaccia Botrona, estesa per oltre 1.000 ettari tra i comuni di Castiglione della Pescaia e Grosseto nel cuore della Maremma toscana, è una delle zone umide costiere più importanti e suggestive del bacino del Mediterraneo, capace di custodire la memoria viva delle grandi paludi maremmane d’altri tempi.
La sua genesi storica risiede nella straordinaria trasformazione del territorio: l’area costituisce l’ultimo prezioso lembo superstite dell’antico Lago Prile (noto in epoca etrusca e romana come Lacus Prelius), un immenso bacino lagunare progressivamente impaludatosi nei secoli.
Nel Settecento, per debellare la malaria e risanare la piana, il Granduca Leopoldo di Lorena commissionò al celebre ingegnere e matematico Leonardo Ximenes una colossale opera di bonifica idraulica per colmata, culminata nel 1765 con la costruzione della monumentale Casa Rossa Ximenes, un ingegnoso edificio-cateratta progettato per regolare il flusso delle acque dolci e salmastre.
Sotto il profilo naturalistico e biologico, la riserva è tutelata a livello internazionale dalla Convenzione di Ramsar come zona umida di primario valore ecologico:
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Il paradiso del birdwatching: Tappa fondamentale lungo le rotte migratorie tra Europa e Africa, accoglie migliaia di uccelli acquatici tra cui fenicotteri rosa, aironi bianchi maggiori, garzette, cormorani, falchi pescatori e spatole.
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Flora alofila e palustre: Vasti canneti di cannuccia di palude, giuncheti e distese di salicornia che si alternano a specchi d’acqua salmastra, pinete costiere e macchia mediterranea.
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Fauna terrestre e ittica: I canali e gli argini sabbiosi ospitano nutrie, volpi, istrici e una ricca fauna ittica composta da spigole, cefali e anguille.
Oggi la Diaccia Botrona è una meta d’elezione per gli amanti della natura, del cicloturismo e della fotografia naturalistica.
I visitatori possono scoprire i segreti dell’antica bonifica all’interno del museo multimediale allestito nella Casa Rossa, partecipare a silenziose escursioni in barchino elettrico tra i canali palustri o percorrere i sentieri a piedi e in bicicletta, ammirando lo spettacolo dei tramonti infuocati che tingono di rosa le acque della Maremma.

































