Oasi di Bolgheri – (LI)

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L’ Oasi di Bolgheri (formalmente Rifugio Faunistico di Padule di Bolgheri), situata nel comune di Castagneto Carducci (Livorno), è un luogo di straordinaria importanza per la storia della conservazione ambientale: si tratta infatti della prima area protetta privata istituita in Italia e della primissima zona umida italiana a ricevere il riconoscimento internazionale di “zona di importanza internazionale” ai sensi della Convenzione di Ramsar nel 1977.
 
L’oasi si estende su circa 513 ettari e nacque originariamente a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta dal profondo desiderio del Marchese Mario Incisa della Rocchetta (figura leggendaria, celebre anche per aver creato nella stessa tenuta il vino Sassicaia e il mitico cavallo da corsa Ribot). Il Marchese decise di sottrarre questo lembo di padule retro-dunale alle bonifiche agrarie dell’epoca e alla caccia per trasformarlo in un rifugio sicuro per gli uccelli migratori, affidandone la gestione al nascente WWF italiano (di cui divenne il primo storico Presidente).
 
Sotto il profilo naturalistico e biologico, l’Oasi di Bolgheri rappresenta una fotografia perfetta e intatta di quella che era l’antica costa della Maremma settentrionale prima dell’intervento umano. Il paesaggio è composto da un mosaico unico:
 
– Il Padule allagato: Grandi specchi d’acqua dolce e salmastra che ospitano migliaia di uccelli acquatici svernanti e migratori, tra cui moriglioni, alzavole, fischioni, aironi e, in determinati periodi, splendidi gruppi di fenicotteri rosa.
 
– I boschi alluvionali: Rari e preziosi lembi di foresta igrofila allagati d’inverno, dominati da frassini ossifilli, olmi e querce secolari.
 
– I prati allagati e i pascoli: Dove pascolano allo stato brado i fieri bovini di razza maremmana.
 
– Il sistema dunale: Una fascia sabbiosa intatta che protegge l’interno, ricoperta da una fitta macchia mediterranea di ginepri e tamerici che degrada fino alla spiaggia selvaggia.
 
Una delle più affascinanti curiosità faunistiche degli ultimi anni è lo storico ritorno della cicogna bianca, che ha ricominciato a nidificare stabilmente sui grandi alberi dell’oasi dopo secoli di assenza dalla Toscana costiera, diventando uno dei simboli della rinascita di questo ecosistema. Inoltre, l’oasi funge da rifugio sicuro per daini, caprioli, cinghiali, istrici e per la rara lontra, che predilige le acque calme e protette del padule.
 
Oggi l’Oasi di Bolgheri è accessibile al pubblico esclusivamente tramite visite guidate su prenotazione, organizzate dal WWF in specifici periodi dell’anno (generalmente da ottobre ad aprile, per non disturbare la delicata fase della nidificazione primaverile). L’ingresso si trova poco distante dal celeberrimo Viale dei Cipressi cantato da Giosuè Carducci. Camminare lungo i suoi sentieri pianeggianti, riparati dai boschi alluvionali fino a raggiungere i capanni di osservazione affacciati sui chiari d’acqua, permette di assaporare il silenzio e la maestosa *wilderness* di un angolo di Toscana rimasto felicemente immune al passare del tempo.