Il Monte Amiata, un imponente vulcano spento che si staglia tra la Val d’Orcia e la Maremma superando i 1700 metri di altitudine, è un’isola montana unica nel cuore della Toscana meridionale, rinomata per le sue foreste monumentali e la sua antichissima anima sotterranea.
Le origini della sua notorietà risalgono all’epoca degli Etruschi, che consideravano la montagna una dimora sacra degli dei a causa della sua natura vulcanica. Nel corso del Novecento, l’Amiata divenne uno dei centri minerari più importanti del mondo per l’estrazione del mercurio: le miniere di Abbadia San Salvatore e Siele hanno garantito il sostentamento di intere generazioni, e oggi le loro gallerie dismesse sono state trasformate in suggestivi musei minerari sotterranei che raccontano le dure storie dei minatori.
Una delle più celebri attrazioni visive della montagna è la monumentale Croce di Ferro che svetta sulla cima, un’opera d’arte liberty alta ben ventidue metri, realizzata all’inizio del Novecento in seguito all’appello di Papa Leone XIII di eleggere venti vette d’Italia a simboli di fede. Un’altra straordinaria curiosità è la millenaria Faggeta dell’Amiata, la più grande d’Europa, un bosco monumentale così fitto e suggestivo da essere protetto dall’UNESCO, celebre anche per la produzione della pregiata Castagna del Monte Amiata IGP, che per secoli ha rappresentato il “pane dei poveri” per gli abitanti locali.
Oggi il Monte Amiata è una stazione turistica versatile e attiva in ogni stagione dell’anno. D’inverno offre chilometri di piste da sci alpino e di fondo che si snodano proprio all’ombra dei grandi faggi, mentre d’estate si trasforma in un fresco paradiso per il trekking, il downhill in mountain bike e il relax termale, grazie alle calde sorgenti d’acqua che nascono dalle viscere dell’antico vulcano e che alimentano le vicine e famose terme di Bagno Vignoni e San Filippo.




















